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Un miliardo di disabili nel mondo tra barriere e ostacoli

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Oggi, oltre un miliardo di persone vive con qualche forma di disabilità: vale a dire il 15% della popolazione mondiale. Percentuali che però stanno crescendo, a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento globale delle malattie croniche.

Nella nostra società, la disabilità viene vista, come afferma il filosofo Roberto Rosso, “non come un valore in cui potersi riconoscere, ma come un difetto da mascherare”.  Non a caso, sempre più disabili decidono di vivere come secretati, e di rifugiarsi nelle proprie dimore per nascondere il proprio handicap.

Questi ultimi, inoltre, devono lottare arduamente per avere una qualità di vita degna di un essere umano, affrontando innumerevoli barriere fisiche, sociali, economiche e attitudinali, che li escludono dal partecipare pienamente alla vita della società.

La disabilità è rimasta in gran parte invisibile nell’agenda di molti governi, i quali non intervengono adeguatamente per migliorare il tenore di vita e le condizioni di questa fascia di popolazione poco fortunata. Pochi stati hanno studiato ed elaborato soluzioni per i cittadini disabili, garantendo loro servizi sanitari adeguati e riabilitazioni mirate.

Il mondo sembra non volerne sapere di queste persone e continua a considerarle, più che una risorsa, un peso. Soprattutto l’Italia, che i suoi milioni di disabili sembra non volerli proprio vedere, e, soprattutto, di non sapere niente di loro. Secondo le indagini della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), un italiano su 4 ammette di non avere mai avuto a che fare con dei disabili, e questa condizione di “limitazione funzionale” viene percepita da 2 connazionali su 3 come una limitazione dei movimenti, mentre in realtà la forma di disabilità più diffusa (e misconosciuta) è quella intellettiva.

Per quanto riguarda la disabilità, in Italia vi siano circa 2 milioni 824mila disabili, di cui 960mila uomini e 1 milione 864mila donne. Il numero di disabili (di 6 anni o più) che vive in famiglia è di circa 2 milioni 615mila unità, pari al 4,85% della popolazione. Di questi il 33% (894mila persone, il 3,4% della popolazione) è rappresentato dal sesso maschile e il restante 67% (1 milione 721mila, il 6,2% della popolazione) da quello femminile. La disabilità riguarda prevalentemente le persone di 60 anni e più: risulta disabile il 17% degli ultrasessantenni (2 milioni 57mila individui) e il 37,7% delle persone di 75 anni e più. I disabili di età inferiore ai 60 anni sono 620mila, in particolare 188mila hanno fino a 14 anni.

Dall’indagine sulle condizioni di salute è possibile identificare quattro tipologie di disabilità: confinamento individuale (costrizione a letto, su una sedia non a rotelle o in casa), disabilità nelle funzioni (difficoltà nel vestirsi, nel lavarsi, nel fare il bagno, nel mangiare), disabilità nel movimento (difficoltà nel camminare, nel salire le scale, nel chinarsi, nel coricarsi, nel sedersi), e disabilità sensoriali (difficoltà a sentire, vedere o parlare).

In Italia ci sono 3 milioni e 200mila soggetti con “limitazioni funzionali”, ma lo Stato fa poco o niente per loro. Così a occuparsene sono le famiglie che per assistenza, medicine, istruzione si indebitano sempre di più.

Sono circa 260.000 i disabili “figli”, che cioè vivono con uno o entrambi i genitori. Quasi sempre, in mancanza di risorse economiche o impossibilitati a trasportare il figlio, per ragioni di tempo o lontananza, in qualche centro specializzato, mamma e papà si sostituiscono alle realtà assistenziali e a volte addirittura alla scuola. Trovano la forza di andare avanti, riunendosi, da nord a sud del Paese, in centinaia di associazioni, creando funzionalissime web community per scambiarsi aiuti e informazioni. Un vero e proprio stato sociale parallelo. Peccato solo che, rivela l’Istat, l’80% delle famiglie in cui è presente una persona con disabilità non riceva alcun aiuto o supporto pubblico da parte di Comuni, istituzioni, Asl, e che dunque la presenza di una persona con “limitazioni funzionali” in famiglia rappresenti una delle principali cause di impoverimento.

Il 28% dei disabili italiani vive da solo e incontra maggiori ostacoli rispetto a coloro i quali vengono accuditi dai propri genitori.

In che tipo di ostacoli possono imbattersi?
Se un disabile con deficienze motorie, o di vista, che vive da solo a casa si sente male, chi può accompagnarlo all’ospedale?
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https://goo.gl/LMVEUn

17 Gen, 17

 

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